Stringe i tempi il Pubblico ministero della Dda Luigi Landolfi chiedendo il rinvio a giudizio per le otto persone accusate di voto di scambio con l’aggravante...
 
 
di aver agito con metodi mafiosi nelle elezioni comunali di Maddaloni tenutesi lo scorso giugno. Fissata la data dell’udienza preliminare, che si terrà dinanzi al giudice Maria Laura Ciollaro del Tribunale di Napoli giovedì 21 febbraio, in cui sarà deciso se l’ex consigliera comunale Teresa Esposito, i fratelli Edoardo e Giovanni, la madre Carmela Di Caprio, Nunzia Di Donato, il sindaco Andrea De Filippo e il funzionario Enrico Pisani, dovranno essere processati...
 
 
o se per alcuni di loro sarà dichiarato il non luogo a procedere. Il procedimento penale prende le mosse dall’inchiesta portata avanti dalla Dda di Napoli che lo scorso 14 dicembre fece scattare quattro misure cautelari a carico dei familiari del boss Antonio Esposito, attualmente detenuto perché condannato in primo grado alla pena dell’ergastolo per l’omicidio del pusher Daniele Panipucci. Teresa Esposito, il fratello Edoardo e la madre Carmela Di Caprio sono tuttora ristretti agli arresti domiciliari mentre la misura cautelare per il fratello Giovanni fu rivista con l’obbligo della presentazione alla Polizia giudiziaria. Gli altri indagati sono tutti a piede libero. L’ipotesi portata avanti dalla Dda di Napoli è che l’ex consigliera e i familiari abbiano approfittato dello “status” di camorrista di Antonio Esposito, pur senza mai citarlo espressamente, per comprare con somme o attraverso favori voti per garantirsi nuovamente la rielezione saltata per poche decine di preferenze. Diversa l’accusa a carico del sindaco De Filippo e del funzionario Pisani accusati dalla Procura di avere promesso controlli “vessatori”, mai avvenuti, a una ditta di distribuzione di gas per ottenere un pacchetto di voti dall’imprenditore dello stesso settore Salvatore Esposito che in cambio delle preferenze dei suoi dipendenti voleva che il sindaco fiaccasse la concorrenza. L’incontro, attorno a cui ruota questa seconda parte dell’indagine, non fu intercettato dagli inquirenti che hanno invece ricostruito questa circostanza attraverso alcune intercettazioni ambientali in cui si parla indirettamente dell’episodio e solo in seguito al terzo interrogatorio reso dall’imprenditore. Considerati i tempi ristretti con cui si sta evolvendo il procedimento, settanta giorni complessivamente dagli arresti alla data in cui è stata fissata l’udienza preliminare, si evince la volontà della Procura di arrivare alla fine del processo in tempi velocissimi. Del collegio difensivo fanno parte gli avvocati Mario Corsiero, Aldo Tagliafierro, Francesco Liguori, Vincenzo De Blasio, Vincenzo Domenico Ferraro, Romolo Vignola e Massimo Trigari.