MADDALONI – Uno sfogo sincero, basato su spunti di riflessione concreti che vanno ad indagare ai fatti piuttosto che lamentarsene solamente. Questa è l...
 
 
’essenza di un articolo diffuso su facebook da Carlo Scalera, autore e conduttore radiofonico e volto noto maddalonese. “Un tempo nel mio paese Maddaloni – comincia Scalera -  la sinistra era una cosa seria, affondava le sue radici nel sapere, nella cultura, nel rispetto dei valori costituzionali. Oggi la mia sinistra rischia di scomparire, il suo elettorato, compreso il sottoscritto, già da qualche tempo ha deciso di guardare altrove”. Nella sua riflessione, ...
 
 
Scalera parte da una situazione di contrasto tra passato e presente che vede in città il mondo della politica staccato da quello della cultura e del dibattito costruttivo: “In questo periodo di buio della politica che ha attraversato questa città, di fronte a tale crisi mi sarei aspettato dai politici locali importanti riflessioni sulla propria ragion d’essere politica, sul profondo degrado, sul mancato decollo, sull'abbandono della difesa dei diritti dei lavoratori, sul valore profondo della nostra Costituzione. Non lo scrivo io ma lo dicono in tantissimi che un tempo questa città era il fiore all'occhiello della nostra provincia, oggi è diventata una foresta di sterpaglie in pieno abbandono, dove la politica per mancanza di cure ci fa invadere dalle erbacce, che crescono disordinate. Le erbacce affogano tutto e lasciano prosperare tra esse anche quelle velenose.  Questo è successo alla politica negli ultimi anni. Come avviene sempre nel mondo erudito, come era un tempo Maddaloni, si è preferito che si parlasse un pò addosso, si è pavoneggiato dei propri saperi si sono coltivati sogni di improbabili utopie, ci si è persi in polemiche intellettuali e di principio, a volte superflue, ma vivaddio, il dibattito era intriso di pensieri, di valori, di idee e progetti, che riusciva a far sognare, talvolta a scontrarsi, anche duramente, e persino a combattere e a vincere”. Dopo aver analizzato il passato, Scalera si concentra sul presente, criticando la macchina comunale, che una l’attuale amministrazione sta cercando di far ripartire, e l’opposizione consiliare. Intanto in questo clima così diviso Maddaloni perde sempre più strada nei confronti di realtà vicine: “Oggi la nostra città dopo tanto commissariamento finalmente ha una forte amministrazione, ma ha ancora una macchina comunale con un motore tutto da revisionare o da mandare allo scasso che fatica dopo un anno di amministrazione a far ritornare la nostra città in un paese normale. Un’opposizione, inesistente ed inconcludente che si allontana da affrontare i grossi temi e si affeziona a portare avanti battaglie che non sono di nessuna utilità alla crescita culturale e politica della città. Intanto altri paesi crescono, fanno cultura, curano il verde, fanno turismo hanno tutte le caratteristiche per essere delle città normali. Nella mia città il confronto dialettico è scomparso, la cultura e l’intelligenza non abitano più nei palazzi delle istituzioni. Oggi comanda una sola persona che non riesce a far rinascere questo paese, anche perchè le tante erbacce hanno invaso ogni luogo per fare formazione politica. Allora si è costretti ricorrere a tagli, a sdradicamenti per cercare di far rinascere nel popolo quell’orgoglio che la politica non riesce a seguire, anzi chi dovrebbe intervenire, si riduce a criticare e a ingigantire, non sapendo che è il cittadino a desiderare l'intervento dell'amministrazione per difendere la sua incolumità”. Per Scalera alla fine di tutto a rimetterci è sempre il cittadino che ristagna in un degrado continuo, con una politica vecchia che ha perso smalto ed energie: “Il cittadino è stanco e disorientato, ha paura. La politica maddalonese non fa niente per aiutare il cittadino, non si adopera per risollevarlo dal degrado attuale, alla necessità urgente di fermare un continuo abbandono del costume politico e della qualità della classe dirigente di un'opposizione svogliata che porterà ancora il nostro paese a sprofondare di più. Abbiamo bisogno di un forte richiamo, sia da parte dell’opposizione e di chi amministra, al fine di intervenire subito per fermare questo invecchiamento della politica, che è andata perdendo il carburante della passione, una crisi della qualità della rappresentanza, che sta divenendo patologica e che con tutti gli sforzi di chi governa non riuscirà mai a farla diventare una città normale”.