Gli undici punti che descrivono le linee programmatiche tracciate dalla maggioranza nel documento che sarà la base della discussione nell’Ufficio di Pi...
 
 
ano per la redazione del nuovo strumento urbanistico sono finalmente ufficializzate. Nella riunione di ieri l’assessore Giuseppe D’Alessandro ha diffuso il documento approvato dalla coalizione del sindaco De Flippo lunedì sera. Ecco la sintesi delle posizioni espresse nel corso del confronto tra gli alleati di governo in questi mesi:
1. Indirizzi per il Recupero del Centro Storico
Maddaloni in considerazione delle aggregazioni edilizie tipiche del centro storico,...
 
 
agli edifici di pregio, ai contesti storici dei formali e Pignatari, ai tessuti morfologici delle strade, piazze, slarghi, ecc. sono ipotizzabili, il recupero dei percorsi naturalistici, promuovendo lo sviluppo di attività artigianali e commerciali che si rifanno alla tradizione della città, anche attraverso interventi di ristrutturazione urbanistica che consentano la creazione di spazi liberi con l’adeguamento e la dotazione di servizi e di attrezzature dando, premialità ed incentivi a chi recupera il patrimonio edilizio esistente in particolare, si potrebbero ipotizzare riduzioni degli oneri e, delle imposte comunali per un certo periodo di tempo oppure, per incentivare il commercio in tale zona, si potrebbe individuare una zona franca per un numero limitato di anni, al fine di incentivare la nascita di nuove attività commerciali, artigianali ed anche di piccolo artigianato.
In tale ottica, va prevista la realizzazione di nuovi spazi da reperire attraverso la demolizione di contenitori ormai vuoti, sia pubblici che privati, in modo da adibire le aree libere a parcheggi oppure a verde pubblico. Inoltre, prevedere in tali zone, un piano di colore per ridare decoro agli edifici.
 
2. Indirizzi per l’attuale territorio urbano residenziale con l’esclusione del centro storico.
Il territorio urbano in questione riguarda tutto l’impianto edilizio esistente prevalentemente residenziale individuato nelle zone B e nelle aree di espansione C.
La mancata crescita della popolazione nell’ultimo ventennio, fa venire meno l’esigenza di nuova edilizia residenziale, la quale deve essere vista solo come naturale completamento delle aree già urbanizzate e prevedere nelle aree edificate interventi di edilizia sociale con costi calmierati, come già previsto dalle vigenti normative. Inoltre, è ipotizzabile una rivisitazione della normativa di attuazione delle zone B2 cancellando la dalla stessa circa la realizzazione dei “locali stenditoi” sul piano di copertura.
Al fine di realizzare interventi “a consumo zero di suolo”, potrebbero essere introdotte premialità per coloro che intraprendono azioni di recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, con l’introduzione di incentivi per interventi che riducono  le emissioni di CO2 e sul contenimento energetico ed ancora, si potrebbe prevedere di innalzare l’altezza dei fabbricati in zona B2 da 2 a 3 piani ed inserire che i fabbricati terminino con tetto spiovente.
Per quanto attiene le aree prive di assetto urbanistico, la pianificazione di tali parti del territorio dovrà essere finalizzata alla riqualificazione degli insediamenti esistenti mediante appositi piani urbanistici attuativi che promuovano un nuovo assetto urbanistico.
 
3. Periferie.
 
La città deve rammagliarsi con le periferie, dando luogo ad uno spazio di continuità per questo, sono necessari interventi di riqualificazione delle stesse, prevedendo ad esempio, la creazione di spazi sociali e di aggregazione, il miglioramento dei servizi, la nascita di mercatini rionali tesi a favorire la produzione agricola zonale.
 
 
 
 
 
 
4. Indirizzi per l’area Sportiva e della Cultura
Il nuovo piano, dovrà prevedere un sostanziale potenziamento delle aree sportive con la realizzazione di una  Piscina Comunale , l’ultimazione dei lavori per il Campo di calcio comunale,  campi di calcetto sintetico, ecc., allo scopo di realizzare una cittadella dello sport.
Nella stessa area, si potrà provvedere a realizzare una struttura polifunzionale che serva da centro di formazione e produzione teatrale e cinematografica.
In tal modo, la cittadella dello sport diverrà Cittadella della Cultura e dello sport in tale ottica, sarebbe auspicabile collocare anche un polo museale, visto che esistono innumerevoli reperti ed opere d’arte recuperati nei secoli e sparsi sul territorio comunale.
Tale area è ipotizzabile lungo l’attuale Via De Curtis, dove già insiste il palazzetto dello sport.
 
5. Aree prospicienti il costruendo Policlinico di Caserta.
La realizzazione di quest’opera, offre al possibilità concreta di una rammagliatura con il territorio circostante pertanto, nella zona prossima al nascente policlinico, sono necessari interventi di riqualificazione atti a favorire insediamenti legati ai servizi di supporto all’infrastruttura ospedaliera  quindi sarebbe auspicabile creare un polo di biotecnologie e di ingegneria clinica tra la zona di Via Sauda, Via Campolongo e la variante Anas.
In quest’ottica, sarebbe auspicabile in tale zona, anche prevedere una cittadella dello studente con residenze per studenti universitari forse, l’unica strada per beneficiare dei vantaggi conseguenti da un insediamento universitario.
In tale ambito è rilevante la questione “ex cementir” la cui attività estrattiva e di lavorazione non deve compromettere il policlinico e le relative strutture  a sostegno.
 
6. Indirizzi per le attività produttive , industriali ed artigianali.
Per quanto riguarda le attività produttive, occorre premettere che il P.R.G. vigente si è rivelato completamente inadeguato alle esigenze del territorio per la rigida individuazione di zone artigianali ed aree industriali, (senza peraltro alcun riferimento alle attività commerciali e terziarie).
Va considerato che tale situazione di fatto ha dato luogo ad uno sviluppo urbanistico caotico e del tutto avulso dalla previsioni di Piano, tant’è che a dispetto degli intendimenti del pianificatore, a tutt’oggi, non esistono affatto né un’area industriale né un’area artigianale, ma piuttosto un tessuto urbano in cui si intrecciano le più disparate tipologie edilizie, con destinazioni d’uso del tutto indipendenti dalla destinazione urbanistica dei suoli. Per cui accanto ai capannoni industriali ed artigianali, talvolta convertiti ad uso commerciale, sono state costruite abitazioni e si sono sviluppate attività terziarie di vario genere.
Ciò premesso e considerato, la realizzazione del casello autostradale dell’A30 dovrà costituire il decollo dell’area industriale prevista dal PUA e mai decollata, si dovrà prevedere l’estensione lungo al SS 265 e, fino all’area interportuale delle zone ZES; l’area destinata al foro boario posta in prossimità sempre dell’uscita del casello autostradale potrà essere destinata a fiera artigianale permanente. Inoltre, nei pressi dello svincolo autostradale, sarebbe auspicabile anche la costruzione di una cittadella del divertimento, intesa come struttura sovracomunale da destinare ad attività ludico-culturali. Una simile realizzazione oltre a costituire un formidabile attrattore di visitatori sul territorio comunale, consentirebbe anche la creazione di molte decine di posti di lavoro.
Lungo la direttrice Maddaloni-Santa Maria a Vico su ambo i lati dalla Via Nazionale Appia, si dovranno prevedere aree commerciali, artigianali ed industriali. Sempre lungo tale direttrice, per le attuali aree D13, destinate secondo il vigente PRGC alla realizzazione del centro aerospaziale e mai realizzato, si potrebbe prevedere di destinarle allo sviluppo ed incentivazione di coltivazioni biotecnologiche, agricoltura digitale, industria agroalimentare e, selvicoltura sostenibile.
 
7. Indirizzi per parchi pubblici e giardini.
In fase di pianificazione saranno previsti su tutto il territorio urbano micro-parchi attrezzati per verde pubblico, sport e aree gioco, una città a misura di bambini.
Tali interventi andranno allocati  prevalentemente nei comparti esistenti di lottizzazione e nelle aree destinate a verde, con interventi di progettazione dettagliata che mirano alla socializzazione ed integrazione dei cittadini.
Le aree di cessione saranno valorizzate attraverso:
a.            Concorso di idee per giovani professionisti al fine di acquisire progetti di verde attrezzato per rendere fruibili le aree più grandi.
b.            Progetto orti urbani.
 
 
 
8. Indirizzi per il  recupero delle cave e dei siti dismessi.
Tale recupero può essere attuato favorendo ove possibile, la realizzazione di attrezzature per il tempo libero anche ad indirizzo privato di uso pubblico.
 
9. Restauro e riqualificazione delle torri, del castello e dei percorsi naturalistici.
Tale riqualificazione sarebbe auspicabile in modo da favorire, con interventi di riconversione, attività ricettive per l’accoglienza e la cultura, in genere per eventi e manifestazioni, proponendo alternative alla accessibilità, favorendo tracciati pedemontani non invasivi.
In tale ottica, va inquadrata anche la salvaguardia del Parco dei monti tifatini, facendo ricorso esclusivamente alle tecniche di ingegneria naturalistica; in quest’ottica, va reso fruibile il sentiero che connette il centro storico con il Monte San Michele.
 
10.Problema dei rifiuti.
Il piano, dovrà prevedere nel regolamento edilizio, obblighi per le nuove costruzioni al fine di contribuire a risolvere le varie problematiche legate alla raccolta differenziata dei RSU e dovrà individuare idonee aree per la localizzazione di almeno due centri di raccolta o isole ecologiche strutturate secondo le effettive esigenze e le tecniche più moderne, anche al fine di consentire delle premialità a favore dei cittadini virtuosi che, tali aree, si dovranno integrare nel tessuto urbano senza danneggiarlo.
11. Regolamento Edilizio e norme di attuazione annesse al PUC.
Il PUC, dovrà contenere regole tecniche chiare, di facile lettura, da non essere interpretate, ma da applicare con estrema facilità.