“Il Comune di Maddaloni non paga i contributi ai suoi dipendenti”. A renderlo pubblico è il movimento dell’ex sindaco Tonino Cerreto, Progetto Maddaloni, che utilizza una nota...
 
 
stampa sull’assistenza domiciliare alle persone non autosufficienti per tirare bordate contro i responsabili di questa grave inadempienza. E nella nota spiega anche come siano riusciti a smascherare quella che sembra essere davvero una situazione incredibile. Individuando finanche i colpevoli. Per gli uomini di Cerreto la burocrazia, riferendosi chiaramente a quanti nel Comune ricoprono importanti responsabilità, è talvolta un male peggiore della politica. Nel mirino finisco...
 
 
no così i funzionari e i dirigenti del Comune che un peso tale da controllare anche l’azione amministrativa di un sindaco. Scontro di questo tipo in passato si sono già verificati. Non è un mistero che proprio Cerreto si scontrò prima di dimettersi con questo importante pezzo dell’ente. L’ex sindaco Rosa De Lucia, arrestato a marzo, arrivò finanche al punto di attaccare un dipendente ritenuto scomodo, citandone solo le iniziali.
Ecco la nota:
Quando il Comune non paga i contributi….
In una economia dove c’è poco lavoro bisognerebbe fare il possibile per sostenere quelli che provano a fare qualcosa. Nelle azioni di sostegno all’occupazione gli enti pubblici possono fare molto e non dovrebbero mai tirarsi indietro o creare ostacoli. Ma anche in questo caso Maddaloni è un’eccezione. E’ il caso dell’assistenza domiciliare a persone non autosufficienti dei dipendenti pubblici. Il progetto ha coinvolto anche il Comune di Maddaloni per il servizio già svolto a favore dei cittadini interessati  dagli operatori sociali che sono in attesa da circa un anno del compenso arretrato. Questa volta però i soldi ci sono ma sono fermi presso l’INPS  perché il Comune di Maddaloni non è in regola con il pagamento dei contributi dei propri dipendenti. Pare che l’INPS abbia anche sollecitato la regolarizzazione ma al Comune qualcuno ritiene che la regolarità contributiva (DURC) non vale per gli enti pubblici. Così mentre qualche funzionario saccente e con lo stipendio sicuro in tasca stabilisce quali leggi valgono per il Comune, decine di lavoratori precari, dopo aver lavorato, sono beffati dall’arroganza ed insensibilità di quanti ignorano altri lavoratori, trattati con indifferenza e senza alcuna attenzione.
Provveda il Comune a regolarizzare anzitutto la propria posizione, incassi le somme in giacenza presso l’INPS e versi il denaro a chi ne ha diritto, a coloro  che hanno svolto il proprio lavoro e non hanno lo stipendio e gli straordinari pagati puntualmente ogni mese.    
L’ente pubblico dovrebbe essere il primo a rispettare la legalità ed il mancato pagamento dei contributi si configura come appropriazione indebita cosa che dovrebbe interessare direttamente i dipendenti comunali. Non è certamente questo il Comune che vogliamo e che meritano i cittadini.
Si accusa sempre la classe politica  dei mali di una comunità, ma si dimentica che male peggiore si trova molto spesso nella burocrazia.