Botta e risposta tra il ministro leghista Matteo Salvini e i militanti del centro sociale ex canapificio di Caserta. Questa mattina dopo che si è diffusa la notizia del sequestro da parte della Procura del centro sociale per idoneità strutturale il ministro dell’Interno ha postato un articolo del Mattino con un attacco durissimo a quella che da venti anni è considerata una organizzazione di avanguardia per quanto concerne l’integrazione e l’accoglienza dei migranti. ‘Questo centro sociale - si legge nel post - incassava fior di soldi pubblici per l’assistenza dei “fratelli immigrati” e non faceva manutenzione? SEQUESTRATO. Per i furbetti del BUSINESS (i presunti "buoni") la pacchia è finita!’. La risposta dalla pagina ufficiale del Centro è arrivata subito: ‘Hanno sequestrato la struttura regionale del centro sociale ex Canapificio, ma il centro sociale siamo tutte e tutti noi!  Non basta un sigillo a fermare la comunità viva antirazzista resistente e solidale che siamo e che sentiamo attorno a noi da tutta Italia e da tutto il mondo! A breve aggiornamenti sui prossimi passi: presidio, corteo... Il centro sociale è LA CITTÀ! NON UN PASSO INDIETRO!”. Nel mese di febbraio i Pm Di Vico e Anna Ida Capone, gli stessi che hanno firmato questa mattina il provvedimento di sequestro, hanno aperto una indagine per verificare la gestione dei fondi dello Sprar.