MADDALONI – Come molti sapranno, avendone visti servizi e reportage nei principali telegiornali nazionali, in questo fine settimana si è tenuto a Ponti...
 
 
da il tradizionale raduno della Lega. Tra i vari circoli provenienti dall’intera provincia, era presente anche quello di Maddaloni rappresentato dal coordinatore Giuseppe Vigliotta a cui abbiamo rivolto oggi qualche domanda.

Signor Vigliotta lei ha partecipato insieme ai vari rappresentanti del partito in provincia di Caserta al raduno di Pontida. Quali sono le sue impressioni sul principale evento annuale della Lega?
Devo dire che ho assistito ad...
 
 
un raduno che ha registrato non solo forse la più grande partecipazione popolare della sua storia, ma anche e soprattutto un cambio di direzione della percezione popolare nei confronti del nostro partito. A Pontida in questi giorni si è parlato unicamente di Italia e del suo popolo, unito ed orgoglioso. Questo è un decisivo e fondamentale cambio di rotta rispetto al passato. Io ho assistito da visitatore, quando risiedevo a Cremona, all’evento nel 2012 e nel 2014 e posso quindi affermare che sentir parlare Fontana e Zaia di unità, di nazione, di Italia è la conferma decisiva del cambio di passo che questo partito sta facendo e vuole continuare a fare, cominciando proprio da una fase congressuale che, a questo punto, non può più tardare.


Il Sud quindi in un certo qual modo ha compreso l’essenza del nuovo partito di Salvini?
Assolutamente si. Questo cambio di passo si nota non soltanto dalle parole dei nostri rappresentanti saliti sul palco, ma anche e soprattutto dall’accoglienza eccezionale che è stata riservata agli iscritti meridionali. Diversi sindaci leghisti di Sicilia e Puglia hanno preso la parola senza alcuna contestazione. Lo scambio di opinioni e momenti conviviali hanno avvicinato i vari iscritti. Ieri a Pontida c’è stata l’Italia, uno spirito nazionale che ha uniti tutti e che è stato sottolineato anche dal nostro leader Matteo Salvini nel suo discorso. La Lega ha rotto i ponti con il passato ed è diventato un partito del tutto diverso così come il Pci del 1989 era diverso da quello del 1948 ed il Msi degli anni sessanta era diverso da Alleanza Nazionale del 1994.

Dopo Pontida, la Lega si rimette al lavoro. Avverrà lo stesso anche a Maddaloni?
Certamente. Torneremo presto in piazza per diffondere le nostre battaglie e per sostenere il popolo maddalonese. Il contatto con il nostro territorio è per noi fondamentale. Siamo pronti a lottare per quelle che sono le nostre idee e per il miglioramento della città. Proprio per questo ci consideriamo un partito di sprono all’attuale amministrazione, insieme alla quale riusciremo senza dubbio a far tornare questa città agli splendori di un tempo. Per questo ci stiamo impegnando in diverse iniziative. Prima di tutto il centro sociale per gli anziani, che considero un obiettivo anche personale, per la definizione del quale abbiamo già discusso con gli assessori D’Alessandro e Lerro; favorire  il commercio locale, magari attraverso dei benefici tributari; il rapporto con la Buttol che per noi deve essere chiarito sotto diversi aspetti per verificare se ci siano le condizioni per continuare ad insistere oppure per terminare ogni contatto; la lotta all’evasione che per noi è un cavallo di battaglia. Oltre a queste iniziative di carattere prettamente politico, ne abbiamo in mente anche una di diversa natura: vogliamo che tre strade cittadine siano intitolate a tre grandi politici locali che con il loro lavoro hanno reso Maddaloni la perla della provincia di Caserta: il senatore Salvatore Pellegrino, l’onorevole Elio Rosati, ed il duca Alberto Tixon.