MADDALONI – (di Antonio Cembrola) Il monumento ossario ai caduti della battaglia del Volturno compie 120 anni. La struttura commemorativa che sorge ai piedi d...
 
 
ei Ponti della Valle venne inaugurato infatti il 1 ottobre 1899 (la foto de 'La Domenica del Corriere' fa riferimento ad una celebrazione successiva). Oggi l’area è diventata oggetto di una contesa tra i comuni di Maddaloni e di Valle di Maddaloni sull’assegnazione di questa incredibile testimonianza della nostra storia. In nostro soccorso per fortuna arriva la storia che da sempre si fa attraverso i documenti. L’idea di edificare un monumento in uno dei luoghi d...
 
 
ella battaglia del Volturno, avvenuta il 1 ottobre 1860, venne proposta dal presidente dell’associazione dei superstiti delle patrie battaglie Vincenzo Migliorini, attraverso una nota scritta in data 7 settembre 1887, al sindaco di Maddaloni Giuseppe Tammaro. Il Tammaro, accogliendo la proposta, insieme ai membri dell’amministrazione comunale ed a cittadini eminenti, costituì un comitato per la costruzione del monumento che aveva il compito di raccogliere i fondi necessari alla realizzazione dell’opera. Diversi cittadini, maddalonesi e no, donarono fondi al comitato, come ad esempio l’onorevole Raffaele Leonetti, e diversi finanziamenti arrivarono da alcuni comuni, tra cui non risulta esserci quello di Valle di Maddaloni. Il comitato affidò la progettazione all’ing. cav. Carmelo Destino, tra l’altro esponente dell’amministrazione comunale, e la realizzazione ai maestri Enrico Mazzuli, che curò la parte scultorea, e Giuseppe Cozzolino. Il 19 giugno 1899 il comune acquistò un’area di terreno di 50 mq di proprietà demaniale per erigere l’opera. Nella mattinata del 1 ottobre 1899 l’opera venne finalmente inaugurata, alla presenza delle autorità civili e militari del tempo e dell’on. Pietro Rosano, ex garibaldino ed uomo di fiducia di Giovanni Giolitti. In serata invece, in una casa comunale addobbata con decori e tappeti, si tenne un buffet a cui parteciparono tutte le autorità. Dell’inaugurazione venne redatto un album commemorativo realizzato dal prof. Luigi Briganti. Inoltre al Museo Civico di Maddaloni è conservata una pergamena, dipinta dal prof. Girosi, con le firme di tutti gli intervenuti all’evento. Oggi, a 120 anni di distanza, si presenta una situazione davvero complicata: da un lato un comune che, nonostante abbia dato il massimo del contributo per la realizzazione ed il mantenimento della struttura durato fino ad una ventina di anni fa, e dall’altro un altro comune che, pur curandone i luoghi, sembra ormai disporre a proprio piacimento di una struttura di cui non aveva mai voluto saper nulla. Al di là di qualsivoglia critica, dovrebbe essere arrivato il momento, dopo 120 anni, di stipulare un accordo comune dove i due enti dividano gli onori e gli oneri di una struttura che ci è stata lasciata come perenne testimonianza storica dai nostri antenati.

Il presente articolo si basa sulla tesi di laurea ‘Maddaloni: politica e società dal 1900 al 1970’ di Antonio Cembrola, frutto di ricerche presso l’archivio dell’Istituzione Museo Civico di Maddaloni