“La lingua greca non è morta. Qui, da Napoli, sta partendo un nuovo filellenismo, un sentimento di simpatia (greco sympatheia: patire con, provare emozioni con) verso il mondo greco. Dobbiamo cogliere questa buona disposizione d’animo verso l’ellenismo”, così il professor Jannis Korinthios, filologo e glottologo, intellettuale tra i più prestigiosi ed autorevoli della cultura greca contemporanea, ha annunciato la quarta edizione della Giornata mondiale della lingua greca, di cui è promotore. Approvata e sottoscritta dal Parlamento greco, l’iniziativa ha riscosso grande successo e vedrà coinvolti numerosi Licei Classici impegnati in una serie di iniziative organizzate sul territorio.  Non potevano ovviamente mancare gli allievi del Liceo Classico e Classico Europeo “G. Bruno” di Maddaloni, guidato dalla rettrice, professoressa Maria Pirozzi, che parteciperanno ad un convegno organizzato dal Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università Vanvitelli di Caserta, dal titolo “La lingua greca alla radice dei saperi dell’Occidente”, che si terrà venerdì 8 febbraio, a partire dalle ore 10.30. Un momento significativo per i ragazzi, che avranno modo di ascoltare e conoscere, tra gli altri, il prof. Louis Godart, filologo belga, naturalizzato italiano, docente di filologia micenea all'università di Napoli ed il prof. Aurelio Pèrez Jiménez, docente di Filologia Greca presso l’Università di Malaga. “Abbiamo deciso di aderire all’iniziativa - ha spiegato la rettrice - perché i nostri alunni possano amare ancora di più una lingua antica che spesso spaventa e che è ritenuta inutile. Lo studio del greco e tutto il curricolo del liceo classico permettono, invece, di leggere il mondo moderno con quello spirito critico che solo l’analisi della classicità può insegnare. La nostra mission è, infatti, al di là dell’insegnamento delle singole discipline,  favorire lo sviluppo della capacità di orientarsi nella complessità del presente, far sì che i ragazzi diventino adulti in grado di riflettere sulla trama di relazioni sociali, culturali e politiche nella quale sono inseriti, alla luce dell’esperienza raggiunta con lo studio di società del passato. Quella che forniamo è una preparazione finalizzata principalmente alla maturazione di una forma mentis capace di riflettere in profondità, di riconoscere e valutare la complessità dei problemi e delle scelte; in definitiva, capace di quell’ampiezza di pensiero che è patrimonio ed eredità peculiare della nostra civiltà e della tradizione liceale stessa”.
Il mondo antico offre una profonda valenza educativa e morale: tradurre da una lingua classica non significa solo mettere in campo impegnate competenze puramente formali, ma anche mobilitare una serie di esperienze interiori, prima fra tutte quella della compartecipazione emotiva. La cultura classica, inoltre, può fungere da contrappeso alla eccessiva tendenza tecnologica della realtà contemporanea, che comincia a rivelare i suoi limiti, se non accompagnata da una solida coscienza storica delle proprie radici culturali.