MADDALONI – (di Antonio Cembrola) I giovani scappano da Maddaloni. Questo è il grido dall’allarme lanciato attraverso un comunicato stampa da Ant...
 
 
onio Iaculo, responsabile delle relazioni esterne di ‘Arte Arsa Onlus’. “Il paese non può rassegnarsi alla fuga dei giovani. Un vero sisma con tante repliche – ha dichiarato Iaculo - che crea un danno aggravato e continuato; sotto processo sono la politica e l'inerzia, i ritardi, quel passo lento e insopportabile, per cui non ci si accorge di un danno che si ingrandisce fino a diventare un flagello. Sono dati da ultima spiaggia: purtroppo la politica vecchia e ...
 
 
la nuova non hanno gli occhi per vedere questa cicatrice della società civile, con le comunità ecclesiali in prima linea. Una realtà colpita al cuore, che si proietta sulle regionali, ma che lascia pensare al singolo futuro degli interessati”. Per l’esponente di ‘Arte Arsa Onlus’ la politica cittadina attuale si concentra molto sulle piccole cose e sulle minime questioni perdendo di vista uno dei dati più critici che riguardano il territorio cittadino: “Una terra bruciata cosparsa di rovine e tizzoni ardenti che alimentano lo spopolamento in modo inequivocabile. Qui si parla di tabelloni pubblicitari, di derattizzazione, di mensa e di bandierine scolorite, perdendo di vista le dimensioni dei dati di tale disastro che non possono misurare quanta speranza e quanto coraggio viene sottratto ad una terra che non merita questo. Ai giovani maddalonesi non interessa il giallo, il verde, Il rosa o l'arcobaleno, ma il lavoro, quello vero”. Iaculo vede una Maddaloni come terra di bacino elettorale che non concede opportunità per i giovani: “La città, che vedrete sarà trattata ancora come terra da sfruttamento elettorale, non poteva che mettere alla porta, espellere di fatto, una moltitudine di giovani che, quasi tutti con la laurea in tasca, hanno fatto le valigie. Una penoso furto di un futuro negato, una condanna alla terra di origine. I flussi in uscita denunciati dal rapporto “svimez “sono di una gravità assoluta ed è indispensabile sfidare il pessimismo poiché è un problema del mezzogiorno. Ma da noi il malato e terminale!”.