MADDALONI – (di Antonio Cembrola) A poche ore ormai dai festeggiamenti del centenario della Maddalonese, abbiamo pensato di approfondire il tema andando ad in...
 
 
dagare dal punto di vista storico quello che si può considerare come il primo passo della società granata. Prima di fare questo però c’è bisogno di una precisazione. L’Unione Sportiva Maddalonese venne fondata nel luglio del 1919 da Giuseppe Ferraro che ne fu il primo presidente. La società non nasce come società esclusivamente calcistica, ma come entità che era caratterizzata dalla presenza di numerose discipline. Questo riferimento p...
 
 
ersiste nel documento storico che unisce l’Unione Sportiva Maddalonese a quella del campo ‘Cappuccini’ fortino attuale dei granata. Il 15 luglio 1921 il prof. Giuseppe Ferraro chiede al Comune, guidato dal sindaco Vincenzo Tammaro, di poter aver in concessione una porzione del giardino del convento dei Cappuccini. “Signori – scrive Ferraro - due anni or sono per volontà di pochi giovani, sorse in questa Città un’associazione sportiva, non per semplice diletto e passatempo, come da molti si ritiene, ma per migliorare e sviluppare nei giovani, non solo la forza fisica, ma anche lo spirito d’iniziativa, l’energia e la perseveranza nella aspre lotte, colla incrollabile volontà di vincere. Gli eroi dell’antica Grecia si formavano nei Ginnasi o nelle palestre di Sparta ed Atene. Roma antica favorì con tutti i mezzi l’incremento dello Sport e la Guerra mondiale ha fatto constatare gli immensi vantaggi dello sport, perché la corsa podistica con ostacoli, diventava la corsa attraverso un terreno rotto da buche, camminamenti, reticolati, ecc., il lancio del disco o del giavellotto, si trasformava nel getto della bomba a mano, la lotta si esplicava nel corpo a corpo, fra assalitore ed attaccante, quando entrambi restavano disarmati, la scherma con la baionetta e con coltello, hanno la loro origine nella scherma propriamente detta”. Ferraro poi ricorda i risultati che l’associazione “sorta così povera, senza mezzi ed aiuti finanziari” è riuscita a raggiungere in varie competizioni: “prese parte all’ultimo concorso ginnico-nazionale, tenuto l’anno scorso in Venezia, fra 350 squadre fu classificata 29° e la terza fra le squadre meridionali e dire che essa fu l’unica e sola della nostra Provincia. All’ultima gara a Palazzo Reale di Caserta si guadagnò due primi premi, a Santamaria Capua Vetere tre primi premi ed un secondo premio anche nelle feste a Castellammare di Stabia, tanto da essere annoverata oggi fra le migliori squadre del mezzogiorno, essa potrebbe fare dappiù, ma e manca la vita: il campo”. Per questo motivo Ferraro chiede un posto dove poter allenarsi e quindi per poter arrivare a sempre più importanti successi: “è perciò che essa si rivolge a Voi ill.mi signori per avere da voi il mezzo come curare ed esercitare le membra, addestrare la gioventù negli esercizi ginnasi… Come tante città d’Italia hanno concesso campi sportivi, cosi anche Maddaloni dovrebbe dare alla nostra associazione, temporaneamente, una porzione del giardino dell’ex convento dei Cappuccini. E questa associazione ne farebbe un campo sportivo, rispondendo alle esigenze moderne, a vanto ed onore della nostra città, che Venezia non sapevano neanche dove esistesse”. Il consiglio comunale approvò la richiesta del prof. Ferraro e i soci dell’Unione Sportiva Maddalonese iniziarono ad allenarsi nel campo ‘Cappuccini’ che qualche anno dopo venne migliorato su progetto dell’ing. Silvio Biffis.

Testo tratto dalla 'Raccolta di delibere comunali' di Francesco d'Orologio
Foto tratta dal volume 'Maddaloni nella storia di Terra di Lavoro dall'unità al fascismo' di Pietro Vuolo