MADDALONI - Si è celebrata questa mattina dinanzi alla prima sezione collegio B del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere una nuova udienza del processo sul racket dei videopoker in cui sono imputati diversi fratelli della famiglia Marciano, accusati di avere costruito un vero e proprio monopolio nel settore attraverso il sostengo del clan Belforte. Sono stati ascoltati i collaboratori di giustizia in videoconferenza dai siti di protezione Antonio Farina, la compagna Adele Di Santo e il ras del clan marcianisano dei 'mazzacane' Domenico Cuccaro, killer dell'omicidio del pregiudicato Angelo Cortese avvenuto davanti allo Zanzibar di Messercola diversi anni fa. Nelle loro deposizioni hanno confermato le accuse a carico degli imputati, fornendo dettagli e rispondendo alle domande della Pubblica Accusa. Nella prossima udienza del mese di giugno saranno ascoltati altri tre collaboratori di giustizia: Nicola Martino alias a pichescia, Michele Lombardi alias 'o cecato e Yuri Lamanna. La scorsa settimana in un distinto procedimento è stato assolto il capostipite Vincenzo Marciano da tutte le accuse. L'indagine che ha portato agli arresti nacque da una segnalazione anonima. Diverse le dichiarazioni dei pentiti, le ammissioni dei commercianti a cui venivano imposti i videopoker, le intercettazioni telefoniche e i pedinamenti, utilizzati dall'accusa per ricostruire come l’organizzazione imponesse con l’aiuto di ‘teste di legno’ le proprie apparecchiature incassando migliaia di euro al giorno.