PROVINCIALE – Una città difficile che sembrava non essere più quella che negli anni novanta vantava il triste primato di ‘ospitare’ nel suo territorio un clan sanguinario al punto da commettere una strage in cui morirono anche una donna incinta e un quindicenne. Neanche l’indagine che aveva portato all’arresto del sindaco De Lucia, e determinato lo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazione camorristica, aveva lasciato pensare che il centro più grande della Valle di Suessola si trovasse in una condizione di tale emergenza da vedere così compromessa la sua agibilità democratica. Nella fase precedente alla presentazione delle liste qualcosa di grave invece è realmente accaduto a San Felice a Cancello e ieri la vittima di questi episodi ha sporto ufficialmente denuncia in Procura.  Il documento è stato recapitato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, alla Prefettura di Caserta ed anche al Ministero dell'Interno per comunicare alle autorità in che clima si svolgeranno le prossime elezioni quando tra dieci giorni i sanfeliciani dovranno esprimersi per scegliere dopo un po’ di anni il sindaco e il consiglio comunale che amministrerà il Comune. A presentare la denuncia è stato Francesco Lettieri, giornalista e leader del comitato Ora, che a pochi giorni dalla presentazione delle liste ha scelto di non candidarsi più a sindaco dopo avere ricevuto due messaggi intimidatori. “La denuncia inviata al Prefetto di Caserta, alla Procura della Repubblica ed al Ministero dell’Interno sulla gravità della situazione sanfeliciana che va al voto come se niente fosse accaduto negli ultimi anni sono a firma del sottoscritto – ha annunciato attraverso un post su facebook -. Sono andato oltre le minacce più o meno note e più o meno serie, oltre una situazione familiare che richiedeva totale tranquillità. Perché lottare per le proprie idee, per il posto in cui vivi e che ami e nel quale sei voluto ritornare, è una sensazione bellissima. Senza accordi, senza compromessi e senza un coinvolgimento spasmodico pur di esserci. Perché se agli altri chiedi competenza, normalità, merito ed impegno, il primo a farlo devi essere tu. Sono stato arenato da un serio problema di lavoro. Tutto qua. E’ difficile da capire per chi sta a casa sul divano e giudica l’impegno degli altri. E’ difficile da capire se la politica diventa un qualcosa da fare a tutti i costi. E’ difficile da capire se congetture e strategie prendono il sopravvento sulla verità. Ognuno, ha fatto le proprie scelte e risponde di quelle, io con grande rammarico, solo della mia che non poteva essere ragionevolmente diversa”.